Scabrosi scogli, saldi alle percosse
del mar, ch'ondoso v'apre e vi dismembra,
e quanto il vostro stato al mio rassembra,
cui d'ogni ben fiera procella scosse!
A voi raggio di sol verdi né rosse
non fa d'erba e di fior l'aride membra;
in me, bench'arda ognor, non mi rimembra
speranza veder mai che viva fosse.
A voi l'aura che soffia, e l'onda ch'erra
d'intorno, e 'l sol, che scalda, assedio han messo;
Amor, Fortuna e il mondo a me fan guerra.
Lasso!, voi pur, sul mar pendenti spesso
vi vedete; ma io né in mar, né in terra
mi trovo: sì lontan vo di me stesso!