Ecco ch'il sol, dopo scaldati tutti
dodec'i segni, che fan cerchio l'anno,
ne rimena quei dì, che non seranno
veduti unqua da me con gli occhi asciutti.
Quei dì che fur dal sen di Stige addutti
fuora, più tosto che da l'onde ch'anno
lor cune in sen, le cui miste albe fanno
rugiada entro al mio cor d'eterni lutti.
Già si partia da fronte al Capricorno,
poggiando, e cominciava a render corte
le dimore alla notte, e lunghe al giorno;
quand'io, ne' lidi d'Adria, così forte
piansi! E i fiumi piceni e i campi intorno
m'udiro mille fiate chiamar morte.