— Fuggi, ninfa schernita, fuggi il rivo,
che fa dolce cantar col liquor santo,
poiché le caste orecchie, da chi tanto
bramasti esser gradita, or t'hanno a schivo!
Non l'assedio di Troia e il sempre vivo
incendio, che l'estinse, era il tuo canto;
né l'ardir di colui, che si dié vanto
di tôrre il ciel, cui di veder fu privo;
ma la virtù, le grazie, la beltade,
il disdegno e l'amor, l'ira e le paci
di donna, a cui mi déi, né mi ritoglio.
Or, poi ch'offesa da tua indegnitade,
che di lei parli non consente, taci.
S'onor non ha' da lei, d'altra nol voglio!