Ecco ch'il Tauro, appresso l'Ariete,
alza le corna, e 'n contra al sol s'accinge,
che, sormontando, i mesti giorni spinge
a dietro, e chiama le stagion più liete.
L'alt'orno, l'ampia quercia e 'l dritto abete
di verde chioma i torti rami cinge;
a mille bei color natura pinge
l'aperte piagge e le valli secrete.
La terra flagra e l'acque ardon d'amore,
d'ogni fier animal l'orgoglio cade,
e da gli amanti più che mai si spera.
L'arbor del mio sperar, ch'avea d'onore
cime e radici e frutti d'onestade,
fioria di verno, or langue a primavera!