Bastâr, Tifeo, per far tua gloria intègra
tanti bei lumi, ch'il tuo monte ornâro,
senza cercar del mio farti più chiaro;
se pur l'altrui languir non ti rallegra.
Lasso!, io non son di quei che ne la negra
fucina di Vulcan l'arme temprâro,
ch'il tuo gran corpo vinsero e piagâro,
quando, insieme con gli altri, cadde a Flegra.
Anz'io son un che in nove carte, spesso,
l'antico tuo valor celebro ancora.
Deh! se 'l gran peso che ti tiene oppresso,
più lieve ti si faccia d'ora in ora,
rendimi, priego, rendimi a me stesso:
non consentir che da me lunge io mora!