Amor m'impenna l'ale, e tanto in alto
le spiega l'animoso mio pensiero,
che, ad ora ad ora sormontando, spero
a le porte del ciel far novo assalto.
Tem'io, qualor giù guardo, il vol tropp'alto,
ond'ei mi grida e mi promette altero,
ché, s'al superbo vol cadendo, io pero,
l'onor fia eterno, se mortal è il salto.
Ché s'altri, cui disio simil compunse,
dié nome eterno al mar col suo morire,
ove l'ardite penne il sol disgiunse,
ancor di me le genti potran dire:
— Quest'aspirò a le stelle, e s'ei non giunse,
la vita venne men, ma non l'ardire! —