Ch'il crederia che trenta volte il giorno
è qui racceso, e altre tante estinto,
ed io sopra d'un sasso, dal mar cinto,
tra fere e pesci e augei, lieto soggiorno?
Né, perché il Tauro ogni animal col corno
fera d'amor, e del terren depinto
sent'io l'odor, son dal desio sospinto
oltra quest'onde, che mi van d'intorno.
Signor, tue grazie e tuoi favor son questi:
in vedendomi a terra, più d'un messo
mi mandasti e m'hai dato, ov'io m'apprenda!
Poiché la man, Rettor del ciel, mi desti,
tiemmi, e fa che dal mondo e da me stesso
io mi divella, e da te solo penda.