Quei rai, ch'all'aria chiara ed a la bruna
ai santi regi fur lampada e scorta,
che di là, donde il dì l'alba ne porta,
vennero ad adorar l'umil tua cuna;
Rettor del ciel, cui servon sole e luna,
scopri al mio corso, onde via lunga e torta
non calchi il dubbio piè, ma dritta e corta,
e secura di agguati di fortuna.
E s'al principio o al mezzo del viaggio,
il mio avversario, e tuo, m'insidia l'orme,
fa ch'ira e scorno ei ne riporti al fine.
Perché sicur men vada d'ogni oltraggio,
manda all'errante cor, che tra via dorme,
messo del ciel, ch'il desti e l'incamine.