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1510–1568

SONETTO CXXIV

Luigi Tansillo

Prega il Signor che d'alto mi soccorra e mandi a consolarmi alcun suo messo, quando il fin de' miei dì non sia da presso, e, più ch'io non vorrei, lento sen corra.

Ch'io temo forte che non tanto abborra la vita, e sia sì dal suo peso oppresso, ch'un giorno di mia man la tronchi io stesso e il pigro lato col mio piè precorra.

Se l'alma tua tornar non può nei membri, ond'ella è sgombra, ed or si stan sotterra, né cosa ho, figlio, in sen ch'a te rassembri; faccia Ei, che può, mentre qua giù mi serra,

che, qual tu sei nel ciel, sempre rimembri, o ch'io ponghi in oblio qual fosti in terra.

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