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1510–1568

SONETTO CXXII

Luigi Tansillo

Il quarto mese oggi si chiude, figlio, ch'io chiusi sotto un sasso il tuo bel velo, e l'alma pura se n'andò nel cielo, già richiamata dal suo breve esiglio.

Da indi in qua né priego né consiglio uman quetar mi può, né divin zelo, ch'io non bagni di pianto il viril pelo, né porti, qual il cor, torbido il ciglio.

Più fresco è ora, che in quel punto, il duolo, che in terra, in braccio a me, l'un giacque morto, e l'altra in aria, a Dio drizzò il suo volo. Son sordo all'altrui voci; ed un conforto,

che mi procaccio io stesso, prendo solo: pensar ch'il tempo di seguirti è corto!

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