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1510–1568

SONETTO CXVI

Luigi Tansillo

Ecco che trenta soli ed altre tante lune m'han visto lunge dal mio bene, e vivo a forza il mio destin mi tiene, desiando al partir morire avante.

Se si veggon perir l'erbe e le piante, mancando il cibo lor, che dal ciel viene; sempre digiuna, or come si mantiene la vita mia, fra tante pene e tante?

Lasso! il dolor de l'empia dipartita (cui par non ebb'io mai, non che maggiore) spegner non mi dovea in spazio corto? Io credo che, col piè, partì la vita,

ma il volto, che mi splende in mezzo il core, vivo mi fa parer, bench'io sia morto.

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