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1510–1568

SONETTO CXLI

Luigi Tansillo

Deh, quando fia, Signor, che tanta fede l'alma mia purghi e tanto amor l'accenda, e tal vigor da quella speme prenda d'esser del ciel, col tuo Figliuolo, erede?

Che non opri la lingua o mova il piede, se non per gloria tua, né a cosa intenda, che quel tuo Santo Spirto attristi o offenda, che in lei, per tua singolar grazia, siede!

Deh, quando fia, che da sì grave inferno, da sì dura prigion di morte e d'ira esca libera e sciolta, e a te sen voli? Alma mia, perché piangi e ché ti duoli?

Non è il tuo Dio, tuo sposo e padre eterno? In lui, dunque, t'acqueta e in lui respira.

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