Dal natio nido mio, qual vedi, io parto,
vòto d'ogni piacer, d'ogni duol pieno;
e 'l tristo cor, partendo, in duo mi parto:
il più qui lascio, e me ne porto il meno.
Col volto all'Austro e con le spall'a l'Arto,
cerco quel ciel, piangendo, e quel terreno,
ove nacque e morìo chi l'altrui seno
di me fe' grave, e non godéo del parto.
Poi che mi tolse Morte e ria Fortuna
riderli fanciullin, temerlo adulto,
e conoscerne il volto e la favella;
or la tomba vedrò, vedrò la cuna,
e con uman desir, con divin culto
onorerò, devoto, or questa or quella.