Chi negherà che di furor divino
ebbre l'anime sacre de' poeti
scoprin del ciel nascosi, alti secreti,
e vite e morti, e buono e reo destino,
ond'elli ebber dal Greco e dal Latino
onor di sacerdoti e di profeti?
Bench'io non sappia se consenta o vieti
Febo, ch'io sia di Delfo cittadino,
vengan le note, ch'io ristrinsi in rima
lodando il bel Garzia, son già tre lustri,
(se tanto han vita nell'altrui memorie):
vedrete ch'io cantai tanti anni prima
le glorie sue presenti e i fatti illustri,
allor profezie dubbie, or vere istorie.