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1510–1568

SONETTO CX

Luigi Tansillo

Pria che l'ore veloci, avare ed empie, cui corso eterno non rendéo mai stanche, d'aspri solchi e di neve orride e bianche arin le guancie mie, spargan le tempie;

porrammi il mondo in parte, ov'io il contemple, e visto come, sotto, il piè mi manche, mi sieda e queti sì, che non mi stanche, la terra più, né il mar mi turbi o scempie?

E da' passati rischi il volto esangue, la molle, orrida gonna ch'ho dintorno, la vela e 'l remo al re dell'acque io renda; e la sferza e gli spron, tinti nel sangue

di mille altrui destrier, la sella e 'l corno e 'l feltro al tempio di Mercurio appenda?

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