Qual sì cruda pietà la falce tolse
di mano a Morte allor, che, sì superba,
a meter venne la mia vita in erba,
che il nero piè, scornata, in dietro volse?
Non timida, ma lieta, si raccolse
l'alma, al cader de la percossa acerba;
ma reo Destin, che d'ora in or mi serba
a novo strazio, consentir non volse.
Non tanto a noia altrui, quanto a me caro,
era forse il morir, se ben per tempo:
ch'allor uom dée morir, quand'è felice.
Che può la vita mia, se non amaro
frutto produrre omai tutt'il suo tempo,
s'amaro è l'arbor tutto e la radice?