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1510–1568

SONETTO CLXXXVIII

Luigi Tansillo

on vi scaldi, signor, fiamma di sdegno, s'il vostro occhio real raro mi vide, perché quando fortuna a voi più arride, allora io meno a celebrarvi vegno.

Basti che sovra l'onde e sovra il legno io sia con voi, taccia Nettunno o gride, e salti e corra dietro a mille guide di destriero in destrier, di regno in regno.

Che con voi vesta il ferro o che vi siegua ai travagli, ai perigli e ai disagi, e che mai non mi penta né mi scuse quando fate con Marte e col mar triegua,

piacciavi, ch'io negli antri e nei palagi mi sieda or tra le donne, or tra le Muse.

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