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1510–1568

SONETTO CLXXXVII

Luigi Tansillo

Apri, Vergine bella, il sacro seno accogli e placa di Latona il figlio, che, poi ch'al fier Leon scaldò l'artiglio, non cessa di versar fiamme e veleno.

Siano l'onde tranquille e il ciel sereno, abbino omai tante procelle esiglio; già n'han di duro fin tratti a periglio tre volte, ora l'Ionio, ora il Tirreno.

Scuoti tranquillo tanto il tuo bel lembo sul mar, che sotto i legni andrà schiumoso del mio signor, quanto il Leon fe' il nembo. E, se di tre tempeste andò pensoso,

vada, prima ch'il sol lasci il tuo grembo, d'altre tante vittorie glorioso.

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