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1510–1568

SONETTO CLXXXVI

Luigi Tansillo

Sovra secc'alga assisa Galatea, sparsa al collo i bei crin, le luci molle, ora a questo rivolta, ora a quel colle, cui la Gran Grecia un tempo il titol fea.

-Perché non piange (ognor mesta dicea) Trinacria; e, com'Encelado, non bolle, da poi che avara terra oggi ne tolle il ben, che largo ciel dato n'avea?

Non era il nostro sen di voi capace, come degli avi nostri fu tant'anni; qual cagion degna fuor ve ne sospinge?- Ma Partenope mia l'ode e si tace,

e il padre e i figli in sen lieta si stringe, e si fa ricca ognor de l'altrui danni.

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