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1510–1568

SONETTO CLXXXIX

Luigi Tansillo

uando, a' soffi di Borea, il mar che frange sul Mauro, là vêr dove il sol s'asconde, gonfia e s'adira, qual fu il giorno, donde nacque cagion, per cui finor si piange;

benché dopo qualch'ora il volto cange e rieda alquanto dentro a le sue sponde, pria che nel letto lor se colchin l'onde, più d'una volta il sol esce dal Gange.

Così l'ondoso sen de' miei pensieri, ch'ebbe fortuna in su la stessa riva, non si può tranquillar tra pochi giorni. Ragion è, dunque, che dal mondo io speri

perdon, signor, ch'appo voi mi soggiorni e del vostro valor non canti o scriva.

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SONETTO CLXXXIX · Luigi Tansillo · Poetry Cove