Signor, dal cui bel raggio vigor prende
la vita ch'il dolor m'ha quasi estinta,
quand'io risguardo la stagion, ch'accinta
si mostra a dar ciò che l'estate attende;
miro la terra che col ciel contende,
e già si sforza di non esser vinta;
mentre, di tanti fior sparsa e depinta,
rallegra gli occhi nostri, e ride e splende.
Io vedo voi nell'età vostra acerba,
nel cui bel petto han le virtù produtti
più fior, che sol mai non produsse in erba.
O quattro volte e tre beati e tutti
gli occhi, ch'amica Parca a veder serba
di sì bei fiori i desiati frutti!