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1510–1568

SONETTO CLXXXII

Luigi Tansillo

Signor, dal cui bel raggio vigor prende la vita ch'il dolor m'ha quasi estinta, quand'io risguardo la stagion, ch'accinta si mostra a dar ciò che l'estate attende;

miro la terra che col ciel contende, e già si sforza di non esser vinta; mentre, di tanti fior sparsa e depinta, rallegra gli occhi nostri, e ride e splende.

Io vedo voi nell'età vostra acerba, nel cui bel petto han le virtù produtti più fior, che sol mai non produsse in erba. O quattro volte e tre beati e tutti

gli occhi, ch'amica Parca a veder serba di sì bei fiori i desiati frutti!

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