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1510–1568

SONETTO CLXXV

Luigi Tansillo

S'il rapido Eolo o il disleal Nettunno non mi sospinge a dietro, o caccia a fondo, pria che fugga l'estate, e in guardia il mondo lascie in governo del temprato autunno,

signor, vedrovvi; e se, di Febo alunno, ghirlandato il seguìa, col ferreo pondo seguirò Marte, e cangerò, secondo il tempo, forma, a guisa di Vertunno.

Né le reliquie sparse di Cartago, né la classe ch'il mar timido rende, del lungo navigar mi faran vago; ma il gran desio che di veder mi accende

voi, e quel Duca, onde si gloria il Tago, e più per lui, che per l'arene, splende.

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