S'il rapido Eolo o il disleal Nettunno
non mi sospinge a dietro, o caccia a fondo,
pria che fugga l'estate, e in guardia il mondo
lascie in governo del temprato autunno,
signor, vedrovvi; e se, di Febo alunno,
ghirlandato il seguìa, col ferreo pondo
seguirò Marte, e cangerò, secondo
il tempo, forma, a guisa di Vertunno.
Né le reliquie sparse di Cartago,
né la classe ch'il mar timido rende,
del lungo navigar mi faran vago;
ma il gran desio che di veder mi accende
voi, e quel Duca, onde si gloria il Tago,
e più per lui, che per l'arene, splende.