Se Pitagora e gli altri ch' insegnâro
l'antica età con opre e con parole,
le cui magion fur chiese, ove si cole
vera virtute, di che il mondo ornâro;
tornasser sù, per farmi saggio e chiaro,
non mi torrei dai rai del vostro sole:
le mie vere academie e le mie scole
son queste mura, ov'io m'illustro e imparo.
E se, schivo degli altri e di voi vago,
cui sacro ogni mia voce, ogni mio inchiostro,
non avrò di Sebeto onor di lauro;
le Ninfe, signor mio, del vostro Tago
fors'intorno al mio crin, col favor vostro,
tesseran, qualche dì, ghirlande d'auro.