Ecco che l'Asia un'altra volta riede
a batter l'onda ed a calcar l'arena
d'Italia; e, col favor che seco mena,
por giogo eterno al suo bel collo crede.
Ecco che il mio signor da l'alta sede
si desta, ch' ha nel sen de la Sirena,
e vàlle addosso. Oimè, chi mi raffrena
sì, ch'io non segua l'onorato piede?
Vidersi, a guisa d'ombre, cento e cento
schiere sparir pur dianzi, lo splendore
fuggendo del suo nome, ancor lontano.
Or si vedran, qual nebbia incontr'al vento
gli eserciti ir spezzati dal valore
del saggio petto e de l'ardita mano!