Quel cane ingordo, che, latrando, corse
da l'oriente a depredare il nido
de l'aquila vittrice, ed all'Aufido
non pur diede terror, ma al Tebro, forse;
quando rabbioso il piè d'Italia morse,
del venir vostro a pena intese il grido,
signor, che l'onde del calcato lido
gli sembrâr fiamma, e il piè timido torse.
Di che fronda l'Ibero e il Tago, chiaro
via più per voi che per l'arena d'auro,
coroneran vostre onorate chiome?
Quanti mai capi invitti onor di lauro
ebber dal Tebro, vinsero e fugaro
con l'arme l'avversari, e voi col nome.