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1510–1568

SONETTO CIX

Luigi Tansillo

Già la settima volta s'inghirlanda Cerere d'auree spiche e il crin s'inbionda, da poi ch'io posi il vago piè su l'onda, per correr dove il mio destin mi manda.

O beato colui ch'altra ghirlanda, che del suo natio fior, crin non circonda, contento ch'il suo nome ivi s'asconda, più ch'altri, che per l'aria l'ali spanda!

Deh!, se le stelle e il ciel non m'hanno a sdegno, verrà mai dì, che, giunto in ferma riva, fugga quest'onde ingrate e questo legno? E 'n grembo a l'ozio assiso, or canti, or scriva;

ed al Signor, che mi dà vita e ingegno, e a le Muse ed a me stesso io viva?

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