Quand'io nel regno tuo pos'il piè manco,
ch'ha sì piana l'entrata, aspra l'uscita,
Amor, tu sai che la stagion fiorita
sul volto mio spuntata non er'anco.
Allor m'apristi il giovanetto fianco,
e fu da me la piaga sì gradita,
ch'ancor nel cor la porto, né guarita
ella col biondo crin, né fia col bianco.
Ch'io, vago del mio mal, fuggo l'unguento
che suol recar lo sdegno o 'l tempo o l'arte,
e mi par poco amar fin ch'uom sia spento.
S'è ver che puoi nel cielo e nell'inferno,
Signor, fa priego, quando l'alma parte,
che, ovunque io vada, il mio languir sia eterno!