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1510–1568

SONETTO CIII

Luigi Tansillo

Ringrazio e lodo il ciel, ché più non sento nel fondo del mio cor l'acuto chiodo, né più di gelosia mi struggo e rodo, né pasco il mio sperar più d'ombra o vento.

Non sento più dolor né più tormento, né più mi stringe l'amoroso nodo: libero sono e libertà mi godo, e del passato error mi doglio e pento.

Amor sia posto in sempiterno oblio; e voi, falsi pensieri e cieche voglie, per cui si chiude il varco al gran desio, rimembrandomi ognor gli affanni e doglie.

E, con un tal pensier, dal petto mio Amor da la memoria si discioglie.

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SONETTO CIII · Luigi Tansillo · Poetry Cove