O di buon genitore e di rea madre
fera, malnata, infame, orribil figlia,
che volgi col terror de le tue ciglia
dì chiari e lieti in notti triste ed adre;
guerriera, a cui fan campo mille squadre
di sospetti e d'orror, tua vil famiglia,
onde il bel regno tutto si scompiglia,
e si turba ogni pace al miser padre:
Gelosia, crudel mostro, ch'hai d'intorno
al fier capo mill'occhi e mill'orecchi,
a nuocer sempr'aperti, a giovar chiusi;
perché di viver lieto io mi disusi,
e perché in stato allegro uom non s'invecchi,
ecco ch'al giogo tuo di nuovo io torno.