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1510–1568

SONETTO CCXXXVII

Luigi Tansillo

Non splende più quella virtù fra noi, come dal petto vostro ella si parte, la qual, non men che Pallade e che Marte, Alessandro fe' chiaro e gli altri eroi.

Devria Fortuna, se nei regni suoi s'usasser leggi, quanto ella comparte per le chiuse arche in questa e in quella parte, in un raccôrre, e largir tutte a voi.

Non fu maggior di voi, perché a dispregio avesse l'oro, a par del fango, avuto, l'altro Fabrizio, che sì loda ognuno. Ma tanto men di voi ei merta pregio,

quanto voi con l'acquisto, ei col rifiuto, voi siete a pro' di molti, ei di nissuno.

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