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1510–1568

SONETTO CCXXXV

Luigi Tansillo

Deh, potess'io, signor, come Leandro, varcar il mar di vostre lodi belle, e girmene cantando or queste or quelle, qual cigno su per l'acque di Meandro.

Quel, che pianse la moglie sotto Antandro, non fora a par di voi sovra le stelle noto: o quant' alme avrian di gloria ancelle quell'invidia d'amor ch' ebbe Alessandro.

L'invidia ch' Alessandro, avo de' vostri, ebbe d'Achille, avrian mille nepoti a voi, ch' illustrar denno i lidi nostri. Poiché non è chi nel gran golfo noti,

basti ch' in su la riva io vi dimostri i desir miei, di farvi onor, devoti.

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