Skip to content
1510–1568

SONETTO CCXXXIII

Luigi Tansillo

Duo lustri, forse, pria che vi scorgessi, virtù di voi m'innamorò per fama, e da lunge v'amai, non men che s'ama gradit'oggetto, ond'occhio altrui s'appressi.

Poi ch'il mar aspro, per vedervi, io pressi, ch'il terror di duo mostri tanto infama, trovando in voi quantunque uom saggio brama, per degno altare del mio cor vi elessi.

Per darmi a voi bastavan ben quest'armi; ma voi con lacci, varii a' tempi nostri, di cortesia voleste anco annodarmi. Ond'io, perché appo il mondo non mi mostri

ingrato, ove ch'io sia, non so che farmi, se non gridar le lodi e gli onor vostri.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO CCXXXIII · Luigi Tansillo · Poetry Cove