Non corre il sol più chiaro e più secondo
camin di voi, da che vien fuor di Gange,
fin che nel mar s'attuffa, ch'al piè frange
del gran vecchion, c'ha su le spalle il mondo.
Se ben dovunque spiega il suo crin biondo,
l'ombra e la notte si dilegua e piange,
e innanzi a lui convien che volto cange
terra, aria ed acqua, e portin sen fecondo.
Partendo voi di là, dove il sol giunge,
quando, co 'l carro d'or sott'acqua entrando,
han le stelle qua sù del dì vittoria;
avete, Avalo mio, corso sì lunge,
a par del sole e 'ncontro, egli adoprando
effetti di natura, e voi di gloria.