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1510–1568

SONETTO CCXXVI

Luigi Tansillo

Se Vergilio ed Orazio e Tucca e Varo, e gli altri, che fioriro in quella etate, quando le stelle d'anime onorate così larghe a la terra si mostraro;

nasceano al tempo nostro, ove sì raro si poggia al monte de l'eternitate, Avalo mio, gli onor di Mecenate fôrano oscuri, e il vostro via più chiaro.

E de le carte loro andrebbe Roma tanto più lieta, quanto fian maggiori di Mecenate voi, d'Ottavio Carlo. Poich'il cielo, in ciò scarso all'idioma

dei tempi, (a me) destina che v'onori, non vi gravi, signor, s'io di voi parlo.

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