Se Vergilio ed Orazio e Tucca e Varo,
e gli altri, che fioriro in quella etate,
quando le stelle d'anime onorate
così larghe a la terra si mostraro;
nasceano al tempo nostro, ove sì raro
si poggia al monte de l'eternitate,
Avalo mio, gli onor di Mecenate
fôrano oscuri, e il vostro via più chiaro.
E de le carte loro andrebbe Roma
tanto più lieta, quanto fian maggiori
di Mecenate voi, d'Ottavio Carlo.
Poich'il cielo, in ciò scarso all'idioma
dei tempi, (a me) destina che v'onori,
non vi gravi, signor, s'io di voi parlo.