Mentre in sul carro di sue glorie, Carlo,
innanzi al tempio dell'antico Giano,
pensoso siede, e con le chiave in mano
or d'aprirlo fa segno or di serrarlo;
io, che pace vorrei, muovo a pregarlo
ch'il chiuda or ch'è vicin, quando, lontano,
il chiuse; indi mi pento, e ch'esca in vano
bramo il mio voto, e così meco parlo:
-Se l'uscio s'apre, ond'altri attende danno
in qual del mondo sì riposta parte
gli onor del mio gran Vasto non s'udranno?-
Già vedo uscir Bellona e vedo Marte:
ecco ch'intorno al chiaro spirto vanno,
l'uno il valor li cede, e l'altro l'arte.