Ben posson d'avi illustri antica imago,
scettri, insegne, trofei, chiave di Piero,
valor proprio, bellezza e giusto impero,
di patria tal farne del mondo ir pago;
ma più può Donna, il cui splendor fe' vago
oriente di lei, ponente altiero;
per cui, tinti d'invidia, quei d'Ibero
dicon: che l'Arno ha impoverito il Tago.
Tanta luce qui giù, Cosmo, non nasce;
per darla a voi, fu svelta da le spalle
d'Atlante, ov'ella fea men grave il pondo.
Non so che più Fortuna in man si lasce,
se non che, tra le vostre inclite palle,
aggiunga un dì la gran palla del mondo!