D'un grand'olivo al piè, cui d'ogni 'ntorno
frutti d'eben pendean, fronde d'argento,
dicea Daunio, l'altr'ier, con bel concento,
e di bei fior l'incolte chiome adorno:
-Poich'apre il sol quel desiato giorno
ch'il gran Bessenio mio qui vedo e sento,
fugga, qual nube il sol, qual nebbia il vento,
ogn'ira ed ogni noia il bel soggiorno.
Già non temon de' ladri né di belve
gli armenti e i greggi, e, qual il dì la notte,
si godon, vaghi, il fiume, il monte, il lido.-
Così cantava e sibilar le selve
e sonar l'onde e rimbombar le grotte
s'udîr d'Adria, di Gàrgano e d'Aufìdo.