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1510–1568

SONETTO CCXVII

Luigi Tansillo

Così potessi coi color de' carmi talor ritrar del mio signor in parte l'alta sembianza, come in lui di Marte tutto il valor ritratto veder parmi.

Perché bastassi a ciò, dovean ornarmi le stelle d'altro ingegno, ed io d'altr'arte, sì che attendesser tant'onor le carte da me, quanto da lui n'attendon l'armi.

Quando mi preme curva lira il collo, fuss'io, qual egli, allor che dritti abeti gli armâr la mano a volo di destrieri: ché s'il mio Duca agli occhi de' guerrieri

sembra Marte, all'orecchie de' poeti il suo Tansillo sembrerebbe Apollo!

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