Deh! Gariglian, se, pago del tuo regno,
ten vai sì queto dentro al mar Tirreno,
e sei pur tanto, che portar, nel seno
puoi di Teti, alte macchine di legno;
se tra la riva e il mar non sia mai sdegno,
ch'il tuo tranquillo corso tenga a freno,
onde tu, d'ira gonfio, il bel terreno
inondi e turbi de le ripe il segno;
da che il grand'African cangiò sdegnoso
teco il suo Tebro, e Roma con Linterno,
e i setti colli suoi con questi poggi;
e da che il grand'Ispan vittorioso
diede a te del suo onor titol eterno,
dimmi, avestù mai dì lieto, quant'oggi?