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1510–1568

SONETTO CCXLIII

Luigi Tansillo

Qual arbore, qual gemma o qual metallo avrem ch' al nobil crin suo fregio renda, signor, per cui là sù convien che ascenda novo sovra 'l Pegàso altro cavallo?

Parea pur troppo indegno e volgar fallo che d'un bruto animal titol si prenda uom, che per sangue o gesti alto risplenda, o l'orni man real, che talor dàllo.

Or voi le lode sue tante e sì belle, raccolte in un, mostrate al mondo, come per gloria uom chiaro dal destrier s'appelle. Se 'l tempo, o cavalier, da voi si dome,

alzate il gran Caracciol su le stelle che illustra i rai del vostro e del suo nome.

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