Se mai ritrar dal periglioso grembo
mi fan di Teti il piè stelle seconde,
sì che le mie speranze più non fonde,
come duo lustri fei, sopr' acqua e nembo;
l'orlo appressar del suo ceruleo lembo
mai più non mi vedran rene né sponde,
se non fuss' a solcar le nobil' onde,
chiare dal nascer vostro, mio gran Bembo.
Tra lor ben entrerò, quantunque insano
Adria, per veder voi, cui tanto onora
Italia e cercan fin le genti esterne,
e per baciar quell' onorata mano,
che toglie altrui di tomba, e fa in un'ora
a la morte ed al tempo ingiurie eterne.