Quand' il cigno d'Ibero sovra 'l lido
amato gittò l'ultimo sospiro,
e le contrade attonite l'udiro
temprar più dolce dell'usato il grido,
per duol gli augelli abbandonaro il nido
e le Ninfe sotterra se ne gîro,
e Venere ed Amor si dipartiro,
né Barzellona fu più Cipro o Gnido.
Monte di Giove si squarciò la vesta
d'oro e d'argento e di smeraldo e d'ostro,
e d'atra nebbia si bendò la testa.
E vidde orrendo, spaventoso mostro
correr per l'acque, in su la piaggia mesta
gittar, rabbioso mar, schiume d'inchiostro.