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1510–1568

SONETTO CCLXXXV

Luigi Tansillo

Più volte e più, Lasso, m'avea già detto Febo, de' fati e buoni e rei presago, ch' uscir dovea dall'occidente un vago sol, ch' al mio stil daria novo soggetto;

ond'io, sperando nel futur diletto, del presente martir mi tenni pago. Or, poi che non dal Gange ma dal Tago uscito è il giorno, che tant' anni aspetto;

lasciando il ragionar d'occhi e di chiome, dal freddo Scita all'Etiope adusto vorrei portar la gloria del suo nome. Ma, perché ciò non posso in questo angusto

angol d'Italia, almen saprassi come voi sete il mio Mecena, egli il mio Augusto.

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