Più volte e più, Lasso, m'avea già detto
Febo, de' fati e buoni e rei presago,
ch' uscir dovea dall'occidente un vago
sol, ch' al mio stil daria novo soggetto;
ond'io, sperando nel futur diletto,
del presente martir mi tenni pago.
Or, poi che non dal Gange ma dal Tago
uscito è il giorno, che tant' anni aspetto;
lasciando il ragionar d'occhi e di chiome,
dal freddo Scita all'Etiope adusto
vorrei portar la gloria del suo nome.
Ma, perché ciò non posso in questo angusto
angol d'Italia, almen saprassi come
voi sete il mio Mecena, egli il mio Augusto.