Due volte il bel monton con l'aureo corno,
ma non qual suol, aprio la stagion vaga,
da che la bella ed inclita Gonzaga
chiuse i bei lumi, ch'ad Amor fean giorno.
Quanti canori cigni fan soggiorno
là, 've Sebeto per gran duol s'allaga,
pianser lei spenta e celebrar la piaga
d'Italia, ond' ebbe morte eterno scorno.
Io solo tacqui, augel palustre e roco,
(colpa di troppo amor, non già difetto),
lei ch' arse il mondo del suo santo foco;
ché per sì lagrimoso, alto subietto
avria voluto (e mi parean pur poco)
ne gli occhi un Mincio ed un Maron nel petto.