Skip to content
1510–1568

SONETTO CCLXXVIII

Luigi Tansillo

Due volte il bel monton con l'aureo corno, ma non qual suol, aprio la stagion vaga, da che la bella ed inclita Gonzaga chiuse i bei lumi, ch'ad Amor fean giorno.

Quanti canori cigni fan soggiorno là, 've Sebeto per gran duol s'allaga, pianser lei spenta e celebrar la piaga d'Italia, ond' ebbe morte eterno scorno.

Io solo tacqui, augel palustre e roco, (colpa di troppo amor, non già difetto), lei ch' arse il mondo del suo santo foco; ché per sì lagrimoso, alto subietto

avria voluto (e mi parean pur poco) ne gli occhi un Mincio ed un Maron nel petto.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO CCLXXVIII · Luigi Tansillo · Poetry Cove