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1510–1568

SONETTO CCLXXIX

Luigi Tansillo

Ben nata pianta ed alle scosse forte del mondo reo, qualor chiusi odii scopre, Spinella, i cui bei fior son nobil opre e pensier santi e note dolci e accorte;

esser potrà, s'invidiosa morte quest'occhi, anzi il mio tempo, non mi copre, che qualche dì più vive penne adopre, e, di qua, lunge il tuo bel nome porte!

Porteròl, forse, in parte, ove non have l'usato suo vigor l'onda di Lete, sì che del mondo le memorie lave. In tanto, il tuo favor non mi si viete;

e il nuovo peso mio faccia men grave l'odor de le tue frondi e l'ombre liete.

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