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1510–1568

SONETTO CCLXXIV

Luigi Tansillo

Alma gentil, ch' hai, notte e giorno, aspersi i ligustri del volto e gli amaranti di molli perle, che da gli occhi santi, mirando al tuo signor, languida, versi;

mentr' egli a tôr di giogo e gl'Indi e' Persi, lieto s'accinge, asciuga i tristi pianti. Non deve occhio divin, che scorga avanti, pianger presenti dì, quantunque avversi.

Renda la vista del suo ben presaga, lascia a dietro il partir, guarda il ritorno, e nel futuro omai lieto t'appaga. Tornar vedràilo di corone adorno,

e lasciar chiaro il nome di Gonzaga, girsen per l'oriente, al par del giorno!

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