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1510–1568

SONETTO CCLXXI

Luigi Tansillo

Madre felice, la cui nobil alma, non già il bel corpo, fe' l'inclito parto, nato a por giogo al Mauro, al Turco, al Parto, ed al popol fedel tôr grave salma,

del tuo figliuol la luce nova ed alma più lontan, che non mostra, il raggio ha sparto; vinse egli al tepido Austro, e a la fredda Arto ha guadagnato forse maggior palma.

Non creder, che 'l trionfo di Numidia li debba il mondo sol; ma di più alta parte e lontana, ove il suo onor s'insidia. Ché mentre al mezzogiorno Africa assalta,

guerreggia a tramontana con l'invidia; e vinta anch'ella, or sopra il ciel l'esalta.

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