Mentr'in sul mar, che lieto ondeggia intorno,
tu fai, spargendo a l'aura i bei crin d'oro,
splender Pachino, Lilibeo e Peloro,
sì che non fate ai monti d'India scorno;
i dolci colli (ove solean far giorno
i tuoi begli occhi un tempo) il gran tesoro
piangono, oscuri; e l'alte cime loro
chinan, pregando l'alto tuo soggiorno:
— Vien, Cardona gentil, vien, nov' aurora
(gridan): vedrai, se più da noi ti celi,
Etna tutta fiorir, arder noi tutti.
Lascia quei campi, ov' il terren divora
le belle; e vien nei nostri, dove i cieli
serban di sì bei fior celesti frutti! —