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1510–1568

SONETTO CCLIV

Luigi Tansillo

Se tanto Apollo mi scaldasse il petto, qualor de' vostri onor le carte io vergo, quanto l'infiamm' amor, quando gli occhi ergo a misurar l'altezza del soggetto;

col vago piè poggiando per lo stretto alpestre calle, ond'al suo sacro albergo s'entra cantando, lasciereimi a tergo ogni spedito e nobile intelletto.

Lesbia e Cinzia e Corinna e Laura e Bice porterian tant'invidia al vostro nome, quanta ne portan l'altre donne a loro. Poiché non vo di tant'onor felice,

deh, non mi gravi, alma real, se, come posso, talor col basso stil v'onoro!

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