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1510–1568

SONETTO CCLIII

Luigi Tansillo

Se tanto innanzi il ciel lacrima ognora e si cruccian quest'onde e questi colli, che i torrenti del pianto, onde son molli, turban nei regni lor Pomona e Flora;

che fia, quando empio sol meni quell'ora ch'agli occhi nostri, alma real, ti tolli? O pensieri, o speranze, o desir folli, com'è corta del bene ogni dimora!

Mentre, di danni altrui ricco, il Tesino ingemma le sue rive, e copre, lieto, tutte d'argento l'onde e d'or l'arene; Liri e Volturno e l'altro suo vicino

prestin l'urne più larghe al mio Sebeto, perché pianga il gran duol con maggior vene.

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